8 marzo

                                                  Uguaglianza - Libertà

 

                                                      Scarpe rosse 

di Sabrina Gatti

 

Sembra solo una brutta storia, atroce ricordo di un lontano passato,

cantata da un triste menestrello,

antico come il tempo, come quel suo mesto e rassegnato canto, che non di fantasia ma di 

realtà, nera, purtroppo parla, oscura e

putrida come le creature,

espressione d'una bestialità  demoniaca che 

rapisocono la libertà e la vita stessa, credendosi

onnipotenti , quando invece, valgono e 

sono meno di niente,

sono la feccia di quell'inferno dal quale sono fuggiti, mentre le vittime dell'

eternità i riflessi più luminosi.

 

'' Crisi'' 危機

di Sabrina Gatti

Una parola che spaventa, che mette ansia e terrore in chiunque, anche a chi vuole ostentare maggiore coraggio, ed a buon diritto. E’ un termine che indica un momento difficile, nella vita umana, qualcosa che spesso s’avvicina, se non si identifica del tutto con qualche tragedia a cui sembra, oppure è davvero impossibile porre rimedio, qualcosa per questo di terribile, un nemico che sarebbe meglio evitare piuttosto che affrontare. E’ ovvio che chiunque davanti alla scelta tra una vita serena ed una costellata di problematiche, non opterebbe mai per la seconda, anzi fa parte degli auguri di buona sorte che solitamente si rivolgono alle persone care, ma anche negli scambi dettati dalla pura formalità, che prove e sofferenze siano il più lontane possibili dalla vita di chi ci sta accanto come , è più che scontato , dalla nostra. Eppure questa parola così carica di significati negativi, possiede anche un’ inaspettato indice di positività. Che sia la prima ed ultima dell’alfabeto dell’esistenza è cosa chiara, l’origine d’ogni vita è generata da una crisi, come la dipartita da questo mondo di ogni individuo è anch’essa da una crisi originata. Kρίσις separazione, scioglimento, da Kρίνω , separare, dividere, distinguere, ordinare, ma anche preferire, dichiararsi a favore di, approvare , investigare, esaminare, domandare, decidere, sentenziare, giudicare, proferire sentenze, citare in giudizio, accusare, aggiudicare, e giudicare, stimare, interpretare, dichiarare, questionare, scegliere per sé, fare, decidere, contendere, e litigare. Quindi , non solo un significato, non una voce sola nell’anima, ma le mille sfaccettature dell’esistenza unite insieme nel vortice del pensiero, in un’analisi dettata dalla logica del concetto, non una sola parola un solo sentimento identificato unicamente con lo sgomento originato dall’orrore della realizzazione di un incubo. Separazione da qualcuno o da qualcosa ma anche se vogliamo da uno stato di cose, da una posizione mentale. Quindi separazione come metafora di cambiamento, non necessariamente verso uno stato di negatività assoluta, almeno spesso non nella lunga distanza. Tutta la nostra esperienza umana nel nostro viaggio su questa terra è fondata su questo concetto :Crisis Come fonte di cambiamento. Non come indizio di sorte avversa, o di semplice incapacità di gestire le opportunità offerte dalla fortuna, ma come esperienza naturale, fisiologica, legata proprio al nostro essere, alla nostra natura umana, di creature imperfette, frutto comunque di un evoluzione che non è solo quella della specie, quindi della collettività sociale, che riflette il suo cammino millenario, in ogni singolo soggetto ad essa appartenente. Crisi come forma di evoluzione quindi, ma anche come occasione positiva di cambiamento, di passaggio. Lo status all’interno del proprio gruppo d’appartenenza, il posto di lavoro, l’inizio di un nuovo ciclo di studi. Sono passaggi naturali, alle volte anche traumatici (il cambio di un posto di lavoro può avvenire dopo un licenziamento, un nuovo ciclo di studi dopo una bocciatura o per un nuovo percorso che si è costretti ad intraprendere, magari la non ammissione alla facoltà universitaria desiderata). Ovviamente tutto questo non vuole considerare tale concetto come positivo, sarebbe assurdo. Il termine ‘’crisi’’ indica in concreto un concetto neutro, né positivo né negativo, ma di grande forza ed intensità : un momento cruciale, che potrà avere un qualsiasi esito, ma dato che comunque la positività del risultato non è comunque garantita, né l’esito favorevole scontato, invita comunque ad utilizzare in tale fase culminante cautela ed attenzione per cercare, per quanto possibile e per quella parte degli eventi dove la nostra volontà e le nostre azioni possano essere d’ausilio, di adoperarci per direzionare a nostro favore lo svolgersi degli eventi. In occidente quanto in oriente 危機 wēijī, il termine cinese per indicare il concetto di crisi, racchiude in sé lo stesso significato neutro quanto deciso. Due sono gli ideogrammi che compongono questa parola : wēi (危) che esprime il pericolo mentre jī ( 机) dal significato più profondo, è l’incipienza di un evento, che descrive, la crucialità di una scelta, di un momento. Quindi certamente un significato non soltanto positivo, ma che incoraggia alla prudenza ed all’attenzione, non all’abbandono ad uno stato d’incauto ottimismo, che ben si accompagnerebbe ad una sconsiderata sottostima dei rischi in corso e delle difficoltà di una situazione in mutamento, invitando al contrario alla calma, alla riflessione ed a posizioni caute per poter valutare al meglio il reale e concreto andamento degli eventi. Valutazione cauta ed attenta, accettazione dei rischi e di ciò che potrebbe essere inevitabile ed irreparabile, ma anche analisi delle possibilità che un simile momento potrebbe offrire o che si potrebbero creare. Un viaggio al limite, in bilico tra bene e male , un incerta certezza di qualcosa che dovrà comunque accadere , qualunque sia il suo esito. In oriente come in occidente. Paura, si…ma anche speranza, magari non espressa così apertamente dal concetto, ma intrinseca in esso, come la certezza che oltre l’oscurità della notte, sempre e comunque, per l’eterno , arriverà il sorgere del sole. Crisi come momento culmine, come passaggio, una risalita controcorrente. Attesa…terrore e fiducia al contempo, la forza necessaria ed il coraggio di affrontare un’ ostacolo, ma anche il ritorno alla vita sotto una nuova veste, con un nuovo viaggio da affrontare, e trasformando il dolore in positività e in un nuovo futuro.

Attraverso la vertigine - il Covid-19 ed altre riflessioni su una società in cammino

di Sabrina Gatti

"Piccolo, infinitamente piccolo, talmente minuscolo da essere invisibile, eppure così temibile, quanto e più di un esercito di creature giunte direttamente dalle porte dell'inferno, così violento, come e più della furia indomita e selvaggia di uno tsunami, così devastante come e più di un esplosione atomica, Come tutto e più di tutto questo... Uno scenario apocalittico, tanto spaventoso da apparire irreale, un film generato da una mente squilibrata e violenta, l'unica possibile madre di tanto orrore, eppure nessun inganno, nessuna finzione, il nome di quella madre è Realtà... Covid-19... il nome del nemico. Un'entità viscida, infame e soprattutto letale, che inafferrabile e incorporea come uno spirito perverso e malvagio, che ovunque estende la sua essenza oscura, oscura e crudele come solo il male sa esserlo, seminando dolore, morte e distruzione, al suo silente atroce passaggio..."

il libro è disponibile in versione cartacea e digitale 

https://www.ibs.it/alghttps://www.ibs.it/algolia-search?ts=as&query=sabrina%20gatti%20attraverso%20la%20vertigine&query_seo=sabrina%20gatti%20attraverso%20la%20vertigine&qs=trueolia-search?ts=as&query=sabrina%20gatti%20attraverso%20la%20vertigine&query_seo=sabrina%20gatti%20attraverso%20la%20vertigine&qs=true

Terra di luce e di splendore

di Sabrina Gatti

‘’Terra di luce e di splendore’’, è il nome con cui, la voce del cuore, mi ha sempre fatto chiamare la mia terra, così perfetta e meravigliosa non da togliere, ma da donare un respiro, quel respiro che è il soffio della vita, che è forza e speranza dell’anima,anche e soprattutto in questi giorni di dolore che l'intero orbe terracqueo sta vivendo, e che mi è sembrato così naturale farne uso, come sinonimo di Italia nell’articolo che da il titolo a questa breve raccolta, una piccola selezione di articoli, a tema artistico e socio-culturale, dedicati ad eventi, mostre, ritrovamenti archeologici o riaperture di luoghi artistici di eccezionale bellezza, che negli anni tra il 2013 e il 2019, hanno travato pubblicazione su blog e riviste di settore.

l'ebook è scaricabile gratuitamente al seguente indirizzo: 

https://www.smashwords.com/books/view/1055376

 

''Chi ti ama non ti uccide'', Sabrina Gatti, Digital Art

            25 novembre 2020

                 Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Non una di meno

Chi sei?

A cosa serve la tua esistenza?

Fiore di neve, intriso del rosso del sangue,

del tuo corpo straziato

dalla lussuria animale

di un branco di demoni.

Tu vittima senza giustizia,

creatrice creata della loro colpa,

qual ’era il tuo nome, fiore di speranza giunto da terre lontane,

venduta come merce su una strada,

e su di essa l’anima lasciata,

nell’orrore della falce della morte.

Quali i tuoi sogni, ragazza delicata,

di bianco vestita, 

nel lento incedere attraverso la navata.

La gioia di una strada coperta di petali di rosa,

o l’eterna condanna al dolore, alla paura, all’oppressione,

Catene ed ali tarpate,

che in un funereo preludio,

al patibolo la condannata conduce.

Quali diritti credi di avere,

di occupare un posto in questo tempo,

tu misera incubatrice.

Sei malata, non ti curare, se muori sarai degna di elogio,

perché qualcun’altro prenderà il tuo posto

sulla terra,

e certo a un’altra sventurata

verrà attribuito il tuo diritto di madre,

tanto sarà facile sostituirti con una femmina sana.

Non ti curare quindi e muori, 

il più in fretta possibile e senza dare troppo disturbo,

perché così non ti dovrà curare,

nessun sacrificio sarà costretto a fare

e per lui, nulla cambierà

se non un nome,

sempre che lo ricordi il tuo,

prima che la storia lo cancelli,

come la tua esistenza.

Questo solo ti spetta,

di dare la vita,

che certo non è poco,

ma di non avere vita.

Il respiro degli altri ti deve bastare,

pregando ogni giorno di non dover soffrire troppo,

inutile straccio,

nato per onore

e ridotto a vivere nel timore, 

nella sudditanza della sottomissione,

credendo che solo questo sia il destino,

e se per disgrazia la voce non è un sussurro,

qualcuno lo spegne nella gola,

nel grido gelido:

Cosa sei?

Cosa credi di contare?

Sei meno di una bestia

Non sei nulla.

Si solo UNA DONNA.

 

                  Sabrina Gatti